Prime aperture del governo per lo sblocco degli scatti stipendiali di docenti e ricercatori universitari, congelati fino al 2013 dalla manovra di Tremonti. «II tema merita un approfondimento», ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, intervenendo in aula al senato durante l'esame dei 437 emendamenti al Ddl di riforma degli atenei. «Domani - ha annunciato il ministro - presenteremo una proposta per risolvere la questione, concordata con il ministero dell'Economia, che conterrà pure «una rassicurazione sul tema delle risorse». Gelmini ha chiesto quindi all'aula di Palazzo Madama di accantonare i tre emendamenti bipartisan all'articolo 8 del Ddl presentati da Francesco Rutelli (Api), Gianpiero D'Alia (Udc) e Francesco Bevilacqua (Pdl), che chiedevano invece il ripristino degli aumenti stipendiali per tutti i professori.
Favorevole all'annuncio del ministro il relatore al provvedimento Giuseppe Valditara (Pdl), mentre ha accusato il Governo di «scarsa credibilità» la senatrice del Pd ed ex vice ministro dell'Istruzione, Mariangela Bastico: «Singolare - ha commentato - che si annunci ora di voler modificare una norma, che contemporaneamente l'altro ramo del Parlamento ha approvato, blindandola, con il voto di fiducia». Il Senato ha chiuso ieri la prima parte dei lavori sul Ddl Gelmini, esaminando e votando gli emendamenti a 16 articoli del testo, dei 22 totali. L'assemblea riprenderà le votazioni oggi alle ore 9,30, per arrivare al via libera finale entro la serata. Oggi, si affronterà l'esame dei temi caldi del provvedimento, a partire dalla sorte che attende i circa 20 mila ricercatori a tempo indeterminato, penalizzati dall'arrivo della nuova figura del ricercatore a tempo. L'attesa sarà anche per le eventuali modifiche all'età pensionabile, che rimane orientata verso i 68 anni per i docenti associati e a 70 per gli ordinari. Tra le novità approvate ieri, spicca invece la possibilità per gli atenei "virtuosi" di poter sperimentare nuove forme di governance. Servirà però l'ok da parte di viale Trastevere, ha sottolineato Valditara, padre dell'emendamento. Disco verde anche all'aumento dei fondi premiali per gli atenei, anche non statali, come richiesto espressamente da Mario Pittoni (Lega Nord). Per le università statali, il fondo di merito crescerà ogni anno tra lo 0,5% e il 2% del fondo ordinario.
