Relazione Fitto sul FAS 2006

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Su 19,8 miliardi di euro di fon­di Fas assegnati alle Regioni e Pro­vince autonome con la program­mazione 2000-2006, oltre 19 mi­liardi sono stati programmati, ma solo il 43% sono in stato d'avanza­mento. Oltre ai 5577 milioni di ri­sorse non programmate ci sono però altre risorse incagliate: 6.870 miliardi assegnati ma lega­te a interventi che hanno un avan­zamento economico inferiore al 10% e dunque sono «potenzial­mente critici». Dei 20 miliardi 16 riguardano il Mezzogiorno che ha uno stato di avanzamento del 38,2 per cento. È quanto prevede la ricognizio­ne sui fondi Fas che il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, dovrebbe portare all'esa­me prima della conferenza stato-regioni domani e poi del Cipe ve­nerdì. Il lavoro sulla reale spesa effettuata sulla base del Fondo aree sottoutilizzate è in via di ulti­mazione in queste ore.

La relazione avverte che gli in­terventi finanziati con risorse Fas il cui stato di avanzamento rileva­to dal monitoraggio evidenzi criti­cità in fase di attuazione saranno oggetto di un apposito program­ma di verifiche da parte dell'unità d i verifica degli investimenti pub­blici del dipartimento per lo svi­luppo del ministero dell'econo­mia. Tra le regioni del Mezzogior­no, secondo il rilevamento, quella che evidenzia ritardi maggiori è la Sicilia, con il 23,9% di avanzamen­to economico delle opere. Meglio di tutte quelle del sud si comporta l'Abruzzo, con il 6l% dello stato di avanzamento economico dei lavori. Tra le altre Regioni, ai primi po­sti si pongono le province autono­me di Trento (87,8%) e Bolzano (84%) e la Lombardia che è la re­gione con il tasso di spesa più alto all'82,8 per cento. Bene anche la Liguria (79,6%) e la Valle d'Aosta (79%). «Entro settembre - chiari­sce infine il documento - saranno definiti obiettivi, criteri e modalità per la riprogrammazione delle risorse Fas non utilizzate o non an­cora programmate». Prosegue intanto il confronto tra governo e Anci sul federali­smo municipale.

A via XX settem­bre si è tenuto ieri un nuovo tavo­lo tecnico tra le parti. Materia del contendere i gettiti delle imposte che i comuni si vedranno recapi­tare con il decreto sull'autono­mia tributaria. La fumata bianca sulle poste finanziarie (15 miliar­di di gettito tra Irpef immobiliare, imposta ipotecaria-catastale e di registro) potrebbe arrivare già do­mani. In ogni caso, vista la com­plessità del decreto- che introdu­ce la cedolare secca intorno al 23% sugli affitti e dà ai sindaci il potere di istituire la tassa unica sul mattone - è difficile che possa arrivare in consiglio dei ministri già venerdì. Più probabilmente se ne parlerà la prossima settimana con un consiglio ad hoc.

Fonte: Sole24ore

 

 



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