Niente maturità senza il lavoro

 

Niente maturità senza il lavoro

Maturità solo con la  formazione on the  job.  Corsi  di  recupero  anche  alle  medie e alla primaria. E punteggio della prova Invalsi di  V superiore che potrà essere  utilizzato dalle università per  l’ammissione alle facoltà a numero chiuso. Prende forma nel  decreto legislativo n.384 la delega della Buona Scuola sulla  valutazione e gli esami di Stato. L’alternanza scuola-lavoro  diventa  requisito  necessario  per l’ammissione all’esame di  Stato ed entra esplicitamente  nel colloquio orale attraverso  uno specifico elaborato o una  relazione. Si partirà a giugno  2018 con i primi studenti delle  superiori che avranno svolto nel  triennio finale percorsi di alternanza scuola-lavoro curricolari  secondo l’obbligo fissato dalla  L.107/2015. Anche i candidati esterni possono esporre la  relazione o l’elaborato oggetto  dell’esperienza di lavoro eventualmente svolta. Ma per loro  l’alternanza non è requisito per  l’ammissione. Dovranno invece  obbligatoriamente sostenere la  prova nazionale Invalsi in italiano, matematica e inglese perché è divenuta requisito di ammissione agli esami. Così come  avere almeno la media del sei,  compresa la condotta. Fissati anche i costi per i  test Invalsi. In particolare per  quella nuova di inglese alla primaria, alle medie e alle superiori. La relazione tecnica al decreto, infatti, precisa che per la  V primaria nel medio termine  sarà una prova cartacea unica,  molto probabilmente tra un livello pre A1 e un A1-/A1, verificando le competenze di lettura,  comprensione dell’ascolto, funzionamento della lingua inglese. Con costi per il 2107 stimati in 390mila euro, mentre dal  2018, a regime, di 1 milione e  15mila euro annui. La prova di  inglese in III media riguarderà  anche le competenze di scrittura, sebbene opzionale solo su un  campione. Il livello di difficoltà  sarà da A1+ a A2+. Il costo di  674mila euro per il 2017 e a regime, dal 2018, di 914mila euro.  Stesso tipo di competenze per  la prova Invalsi di inglese in V  superiore, che sarà informatizzata e verificherà un livello da  B1a B2. Con costi stimati sono  pari a 726mila euro per il 2017,  mentre a regime dal 2018 saranno di 1 milione 21mila euro.  Per le prove informatizzate di  italiano e di matematica a tutti gli studenti di V superiore,  infi ne, si ipotizzano per il 2017  890mila euro e dal 2018, a regime, 1 milione 186mila euro.  Le nuove rivelazioni Invalsi,  dunque, avranno un costo di  2 milione 680 mila euro per il  2017, e di  4 milioni 137 mila  dal 2018, ai quali si provvederà  attraverso la riduzione del fondo La Buona Scuola. Non prevedono oneri aggiuntivi i corsi di  recupero delle competenze base  di italiano e matematica alla  primaria e alle medie, poiché  verranno effettuati da ciascuna scuola attraverso l’organico  dell’autonomia e nei limiti delle  risorse disponibili a legislatura  vigente.  Il  Miur  ha  individuato  i potenziali a cui rivolgere i  corsi di miglioramento: circa  il 30% del totale degli studenti  della primaria e delle medie.  Gli alunni saranno divisi in un  gruppi standard di 12, che effettueranno ciascuno 12 ore annue  di attività di recupero e rinforzo da parete di 1.084 docenti di  potenziamento alla primaria e  675 alle medie, rispettivamente  il 10% e il 9,3% del totale.