Politiche attive del lavoro - Una guida su come sfruttare al massimo le nuove opportunità

Politiche attive del lavoro - Una guida su come sfruttare al massimo le nuove opportunità

Dal  primo  gennaio  di quest’anno  sono  entrate in vigore le politiche attive del lavoro, a cui possono accedere  tutti  coloro  che  non hanno un’occupazione e che la stanno  cercando.  Ecco  una sintesi del nuovo percorso.

Dichiarazione (Did).

Chi è disoccupato deve dichiarare la propria  immediata  disponibilità al lavoro (Did) sul portale dell’Anpal, l’Agenzia nazionale che,  in  collaborazione  con  le regioni,  governa  e  coordina  il percorso. Questa prima tappa determina  formalmente  l’inizio dello stato di disoccupazione nel collocamento ordinario. La persona, di qualunque età, che si trova in stato di disoccupazione può rivolgersi ai centri per l’impiego e stipulare un patto di servizio personalizzato,  che  definisce  le  misure  di politica attiva per l’inserimento  nel  mercato  del  lavoro.  La Did può essere resa anche dalle persone a rischio di disoccupazione (dipendenti che hanno ricevuto  la  comunicazione  di licenziamento)  già  durante  il periodo  di  preavviso  di  licenziamento. Chi già beneficia di una prestazione di sostegno al reddito  non  deve  inserire  la Did,  perché  la  presentazione all’Inps della domanda di Naspi,  Dis-coll  o  di  indennità  di mobilità significa aver dichiarato  la  propria  immediata  disponibilità al lavoro (per assistenza e informazioni: numero verde 800.000.039 dalle 9 alle 18 da lunedì a venerdì).

Ricollocazione. 

Lo  strumento  basilare  delle  nuove politiche  attive  del  lavoro  è l’assegno   di   ricollocazione, che aiuta la persona disoccupata a migliorare le possibilità di trovare la propria ricollocazione nel mondo del lavoro. È destinato a chi percepisce l’indennità di disoccupazione Naspi da almeno quattro mesi e consiste in un somma da utilizzare  presso  i  soggetti  che forniscono servizi di assistenza alla ricerca di lavoro (centri  pubblici  per  l’impiego  o agenzie  del  lavoro  accreditate).   L’importo   dell’assegno viene  riconosciuto  non  al  disoccupato, ma all’agenzia che fornisce  l’assistenza  alla  ricollocazione e solo se il titolare  dell’assegno  trova  lavoro. L’importo varia da 250 a 5mila euro, a seconda del contratto e della difficoltà di ricollocare il disoccupato (profilo di occupabilità). I contratti per i quali si riconosce l’esito occupazionale sono il tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, e il tempo determinato, minimo di 6 mesi.  

Patto  di  servizio. 

La  persona che ha presentato la Did si dichiara disponibile non solo a lavorare, ma anche a partecipare al percorso di servizi e misure previste nel patto di servizio.  L’obbligo  di  partecipare  attivamente  a  questo percorso   prevede   sanzioni graduali, se la persona non segue le diverse iniziative. Patto di servizio e misure specifiche vengono  delineate  sulla  base del  profilo  di  occupabilità, cioè la difficoltà ad inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. Il percorso di attivazione consta  di  tre  momenti:  colloquio  di  accoglienza,  colloquio di analisi della domanda di lavoro delle imprese, stipula del patto di servizio personalizzato. La ricerca attiva riguarda, ad esempio, la partecipazione a laboratori, imparare a scrivere  un  curriculum  e  ad  affrontare  un  colloquio  di  lavoro, oppure la partecipazione a iniziative  di  formazione  professionale. L’utente, con il patto di servizio, si impegna inoltre ad accettare offerte di lavoro congrue. 

Fonte: La Stampa