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Alberto, il bergamasco che digitalizza la PA

 di Sara Mauri

Alla fine della prima superiore, Alberto Trussardi inizia a lavorare come assistente in un negozio di videogiochi a Bergamo, la sua città. Da questa esperienza, comprende che è importante conoscere un prodotto per riuscire a vendere.

Capisce anche che è fondamentale costruire un legame con il cliente e che, in una transazione commerciale, la cosa più importante è la fiducia. Dopo qualche anno di lavoro nel negozio, il titolare dell’attività apre un bar e, Alberto diventa barista, prepara cocktail e lavora di sera.

Dopo il diploma tecnico, conseguito all’istituto commerciale Belotti di Bergamo, pensa di sfruttare le nozioni apprese durante gli studi, le competenze commerciali maturate nel negozio e la sua passione per il web.

Con la ritenuta d’acconto, gira per la città creando da solo la sua rete di clienti: costruisce siti internet per attività, bar e locali. Quando inizia a vedere che le cose funzionano, lascia il lavoro da barista e inizia l’Università. Sceglie la facoltà di Infomatica.

Ma, dopo poco tempo, l’amministratore delegato di un’azienda di Milano, Figmenta, si accorge di lui e  lo mette a capo di un team di sviluppatori e grafici. Alberto abbandona l’università. A soli 20 anni diventa project manager e si ritrova a gestire progetti per Oral B e Paul and Shark. Il suo sogno, però, è da sempre quello di creare una sua attività.

Allora, smette di lavorare per la società di Milano e torna nella sua Bergamo. Nel 2009, decide di mettersi in proprio ed aprire la Partita Iva con il regime dei minimi. Pensa che presentarsi direttamente alle aziende può essere il modo giusto per costruire un giro d’affari e riuscire a costruire una più vasta rete di networking.

Tuttavia, vuole trovare momenti di confronto con altri ragazzi per condividere problemi e soluzioni. Alberto non desidera lavorare da solo: pensa sia meglio condividere esperienze professionali con un team, una squadra.

Come fare? Per raggiungere il suo scopo, organizza degli @aperinfo, eventi in un locale di Bergamo dove si parla di social media e dove i giovani che vogliono lavorare sul web possono incontrare altre persone con gli stessi obiettivi e le stesse passioni. Grazie a questi appuntamenti la rete di Alberto cresce e si sviluppa. I contatti diventano collaborazioni professionali.

Ma, ad un certo punto le risorse diventano tante, troppe e Alberto arriva ad avere più fornitori che clienti. Poi, un pomeriggio, a Brescia, conosce Davide Dattoli, anche lui giovane, anche lui con l’idea fissa in testa di creare uno spazio dove le persone possano fare lavorare insieme. Sono due ragazzi, hanno più o meno la stessa età, vengono dallo stesso mondo.

“Perché non unire le forze?” E, danno vita a TAG Talentgarden, un grande progetto di coworking. Il primo Talent Garden nasce tre anni fa a Brescia e, dopo pochi mesi, a Bergamo, apre il secondo.

Davide e Alberto lavorano su due città diverse con uno stesso progetto imprenditoriale: la creazione di uno spazio di confronto e contaminazione che possa convogliare opportunità per startup, liberi professionisti, agenzie e freelance. Alberto e Davide comprendono che questi attori hanno esigenze comuni.

Il primo TAG a Bergamo è uno spazio openspace ecochic e viene fondato da Alberto insieme all’azienda che prima era sua cliente: Ferretticasa Spa. In TAG, il programmatore lavora vicino al grafico e potrebbe essere che, un giorno, il grafico abbia bisogno di un programmatore o il programmatore abbia bisogno di un grafico.

Tag esplode: il format viene replicato in 8 città italiane e anche all’estero (Lituania e Lussemburgo). Ogni città ha i suoi fondatori ma tutti gli spazi fanno parte di un unico network. Nei TAG italiani, oggi, lavorano 550 professionisti. Il costo di una scrivania in affitto è pari a 250 euro al mese più iva. Solo nel TAG di Bergamo lavorano 35 persone.

Intanto, Alberto abbandona il mondo dei freelance e crea una società: BSPKNStudio (Be Spoken Studio) che si occupa della creazione siti, app, mobile e brand identity. BSPKN si compone di 4 soci e un team di 10 persone con competenze diverse nel mondo digitale che lavorano per aziende nei settori fashion, immobiliare, tessile, prodotto industriale e corporate.

Adesso, BSPK copre un territorio che va da Varese a Verona. Il 28 ottobre 2014, Ubi Banca Popolare di Bergamo propone a TAG di aprire un nuovo  coworking in centro città: nasce TAG #inTheCity. Ubi Banca mette a disposizione uno spazio in un palazzo storico che ospita un Tag per tre mesi.

Intanto, Alberto lavora ad eventi come Coderdojo, per avvicinare i bambini al linguaggio di programmazione o Startup Weekend, 3 giorni in cui si cercano di formulare idee d’impresa. Alberto ha anche scritto un ebook, che ha avuto più di 300.000 download, utilizzato nei corsi di web e in diverse Università Italiane, ha un blog, webfandom.com e insegna design d’interfaccia e net marketing all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia dal 2011.

Oggi, Alberto ha 25 anni ed è stato appena nominato “Digital Champion” per la città di Bergamo. Insieme ad altri 100 ragazzi provenienti da altre città italiane, ha ricevuto la nomina di “ambasciatore dell’innovazione” alla presenza di Matteo Renzi e Riccardo Luna.

Il digital champion è una persona che si mobilita per aiutare le amministrazioni pubbliche ad abbattere le barriere tra il digitale e le persone di tutte le età, sensibilizzando l’opinione pubblica verso l’importanza del digitale. La storia di Alberto Trussardi dimostra che bisogna far tesoro di ogni esperienza di lavoro, anche della più piccola e, che, in un mercato in crisi, bisogna saper cogliere al volo ogni opportunità.

Twitter: SM_SaraMauri

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