ARCHIVIO

Chirurgia: il primario non è mai donna

 di Anna Zinola

Negli ospedali italiani il soffitto di cristallo non è (ancora) stato infranto. Se, infatti, le donne che lavorano in corsia sono tante, quelle che raggiungono posizioni di comando restano poche.

I dati parlano chiaro: la componente femminile rappresenta il 40% del totale dei medici negli ospedali pubblici. La percentuale sale ancora, arrivando al 60%, se si prende in considerazione solo la fascia under  40. Tuttavia le donne primario  non superano il 14%. (fonte: Anaao-Assomed).

Non solo: la loro presenza è concentrata in aree specialistiche considerate – a torto o a ragione –   tipicamente rosa (come pediatria, ostetricia e ginecologia, neuropsichiatria infantile).

Per contro latita nelle branche specialistiche storicamente appannaggio dell’universo maschile, a partire dalla chirurgia generale. Basti pensare che solo il 17% dei chirurghi generali del Sistema Sanitario Nazionale è donna.

I motivi? Una delle cause principali risiede nella difficoltà di coniugare la carriera in ambito ospedaliero e la vita famigliare.  In ospedale il medico opera su turni sia di giorno che di notte e questo non sempre si adatta con i tempi e le necessità della cura parentale. Soprattutto quando si hanno bambini piccoli.

Non a caso una donna medico su tre non ha figli, mentre per gli uomini la percentuale si abbassa a uno su cinque.  A pesare su questo aspetto c’è anche l’assenza di nidi aziendali nel 90% delle strutture ospedaliere. E lo sparuto 10% che ne ha uno effettua spesso  orari incompatibili con le normali attività di un medico guardia.

A conferma dei problemi che le donne incontrano nel conciliare lavoro e famiglia vi è un altro dato: il 30% delle donne medico che ricopre un ruolo di rilievo è single oppure separata/divorziata. Per gli uomini la percentuale è nettamente più bassa: 10%.

Insomma, una professione per molti versi gratificante ma difficile e complessa da gestire. E’ forse anche per questo che il fascino del camice bianco sta calando tra le giovani che si iscrivono all’università. Nel decennio 2003-2013 il numero delle ragazze iscritte alle facoltà di Medicina è, infatti, sceso di circa 8 punti percentuali, in netta controtendenza rispetto a quanto registrato a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000.

twitter@AnnaZinola

Read more http://nuvola.corriere.it/2014/12/29/chirurgia-il-primariato-non-e-donna/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=chirurgia-il-primariato-non-e-donna