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In due per inventare il gesso digitale

 di Filomena Pucci 

All’inizio c’era il gesso, ma strideva sulla lavagna, poi è stato inventato quello anallergico, morbido come il borotalco, infine oggi nell’era del 2.0, un ex studente passato dietro la cattedra come tecnico di laboratorio, ha inventato LimVTouch, una sorta di penna (o appunto un gessetto) che permette di interagire con il pc attraverso qualsiasi superficie come se fosse uno schermo touch.

Lui si chiama Giuseppe Lo Pinto e insieme a sua sorella Angela, hanno creato Prosaber, la startup che ha come obiettivo produrre e commercializzare il gessetto digitale. Angela, dopo tre anni di lavoro a Londra con una società che fa strategia finanziaria, ha deciso di ritornare in Italia per collaborare con il fratello.

“L’idea è semplice e i numeri sono enormi se si considera quante aule (e lavagne) ci sono un Italia, è un’ottima idea su cui costruire un’impresa.” Prima di gessetto 2.0 c’è stata la lavagna digitale introdotta da pochi anni in alcune scuole, si è rivelata estremamente costosa e non condivisibile.

“La lavagna, spiega Angela, è fissa al muro invece il gessetto può girare da una classe all’altra, senza contare la necessità di un’alfabetizzazione al digitale perché la usino insegnanti di 60 o 70 anni. Mio fratello lavorando in una scuola si era accorto di questo tipo di ostacoli, e proprio da lì è partito per creare il gesso digitale.”

L’anno scorso il loro progetto, ha vinto un contest indetto da ING Direct, come idea potenzialmente rivoluzionaria, ricevendo un finanziamento per lo sviluppo e sei mesi di consulenza con I-Starter , incubatore d’impresa.

 

“Le idee semplici non sono sempre facili da finanziare, la consulenza dell’incubatore ci sta insegnando come diventare imprenditori. Dopo la vittoria del premio, pensavamo che la strada sarebbe stata in discesa, invece la strada per costruire un’impresa è tutta da inventare. Una buona idea bisogna saperla raccontare e presentare, bisogna saper creare relazioni. Ma sono fiduciosa, oggi per esempio abbiamo un appuntamento con l’IED, per capire se possiamo collaborare nella creazione del design del nostro gessetto digitale.”

La condivisione è alla base dell’invenzione di Giuseppe, che ha realizzato un programma  open source in modo che non ci siano altri soldi da spendere da parte delle scuole che come sanno tutti, non versano in ottime condizioni.  

Angela al telefono sembra timida, ma è chiaro che crede molto nelle sue idee. “Sono tornata in Italia, perché voglio fare impresa qua, sono cresciuta in questo paese e studiato con molta fatica tra la Sicilia e l’estero, e voglio scegliere di fare qui gli sforzi per creare impresa e creare lavoro.”

La storia di Angela e Giuseppe Lo Pinto e della loro star up sarà raccontata dagli stessi protagonisti ne “Dalla Nuvola alla Terra” il 3 ottobre a Firenze, nell’ambito del Festival delle Generazioni.

 Twitter@filomenapucci

 

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