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In Friuli i professionisti collaborano

 di Gian Paolo Prandstaller

Il fenomeno “ associazionismo professionale”  si è configurato concretamente in Italia negli anni ’90 del secolo scorso, in concomitanza con una situazione molto pericolosa per le professioni intellettuali: ossia il tentativo (posto in atto da alcuni settori della politica, appoggiati da certe forze sociali) di abolire gli Ordini, eliminare ogni controllo sull’ingresso degli aspiranti nelle professioni; in pratica di aprire la strada all’accesso di chiunque al sistema professionale, senza adeguato controllo sui requisiti conoscitivi dei candidati.

A questo tentativo le professioni riconosciute hanno opposto una strategia di difesa basata sulla stretta collaborazione tra le professioni. Volta ad evitare che il genus professionale venisse distrutto-e con esso i saperi specialistici incorporati nelle singole professioni.

Tale forma di difesa impedì che un patrimonio cospicuo di conoscenze e di strutture intellettuali fosse disperso e il paese lasciato privo di quelle competenze che gli consentono di offrire prodotti e servizi competitivi, proprio in un momento in cui la conoscenza in tutto il mondo avanzato diventava mezzo di produzione riconosciuto e insostituibile.

Poco dopo i professionisti costituirono i Comitati Unitari delle Professioni (CUP), cioè associazioni di rappresentanza di livello nazionale degli Ordini e Collegi, aventi lo scopo di coordinare la presenza degli enti rappresentativi delle professioni liberali, e implicitamente di salvare i saperi specifici su cui esse si fondavano.

La costituzione dei CUP ha dato una forza notevole al lavoro intellettuale rispetto alle entità politiche e sociali che non ne capivano l’importanza ed anzi lo osteggiavano tacciandolo di essere forme corporative.

La crisi apparsa nel 2008 ha gravemente ridotto le potenzialità economiche delle professioni. Ma queste ultime hanno reagito alla perdita subita dando a se stesse un gran numero di nuove funzioni di rilevante peso sociale, oggi visibili a tutti gli osservatori attenti. Attualmente le professioni sono in netta ripresa e stanno rivendicando un ruolo di primo piano nell’economia del paese; sono la forza che sostiene e rivendica il principio chiave che la conoscenza scientifico-tecnica è volano fondamentale della produzione.

Ecco apparire a questo punto un nuovo tipo di associazione professionale. Si è configurato nel Friuli Venezia Giulia durante il Convegno tenutosi a Udine il 15 settembre 2014 sotto il titolo molto significativo “ Per una Regione della conoscenza”.

Convegno volto a proporre esplicitamente che la conoscenza divenga il perno fondamentale dell’economia della Regione. Viene fondata per la prima volta un’Associazione Unitaria dei Professionisti che si propone di aggregare, oltre agli Ordini e a i Collegi, molti altri organismi di categoria ( quali le associazioni e i sindacati dei professionisti) e cioè tutte le forme associative che s’ispirano all’idea: la conoscenza è condizione essenziale di tutti i processi produttivi.

Evidente è l’innovazione introdotta rispetto alle entità associative precedenti. Nasce infatti un’associazione estesa, che include tutte le forme del lavoro professionale, molto al di là degli Ordini e dei Collegi. Se la nuova struttura avrà successo, si creerà nel Friuli Venezia Giulia un’importante forza rappresentativa che agirà come gruppo sociale unitario sulla società e sull’economia della Regione difendendo e  portando avanti un valore fondamentale: la conoscenza.

Un “prototipo” che potrebbe essere imitato in tutte le Regioni; uno di quegli esperimenti che possono modificare il panorama socio-politico italiano, ispirando  la legislazione sul lavoro e le decisioni dell’esecutivo-riguardanti la ricerca scientifica, la scuola, l’università, i politecnici, i centri di ricerca, ecc., cioè tutte le istituzioni senza le quali nessuna società può essere oggi competitiva e presente negli snodi fondamentali dell’economia e della vita civile.

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