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“Vi racconto la mia vita da grafico free lance”

 
 
Mi chiamo Gino e da oltre due anni lavoro come grafico sulle piattaforme online per freelancer come Odesk e Elance. La scelta è stata dettata dal fatto che vivo in una piccola città dove i miei lavori di grafica non troverebbero mercato.
Le piattaforme funzionano così:
  • Il committente specifica online il lavoro che desidera e il prezzo indicativo che è disposto a spendere.
  • Il freelancer posta la sua offerta ed i tempi di consegna.
  • Il committente aggiudica il lavoro.
  • Il freelancer consegna il lavoro.
  • Il committente paga e da un voto al freelance.
  • Il freelance da un voto al committente.
  • I soldi vengono addebitati sul profilo del freelance che in seguito potrà versarli su un proprio conto in banca o su Paypal.
Questo vale per tutti i tipi di lavori che possono essere svolti a distanza: progettazione software, creazione siti web, traduzioni, grafica, animazioni, brani musicali o doppiaggio di film, progettazione tecnica e architettonica, consulenze tecnico amministrative.
La questione dei voti è importante per entrambi poiché permette nel caso di una nuova “gara” di valutare l’affidabilità dei soggetti (è possibile anche controllare il totale dei lavori svolti o proposti e le somme erogate o percepite).
I prezzi sono un poco bassi poiché il mercato è globale e quindi si deve competere con chi lavora in India, Pakistan e Filippine. Questo però non significa che chi offre di meno vince la gara poiché ha importanza anche la qualità e la certezza della consegna.
Ad esempio: se richiedo un disegno di una piantina stradale posso controllare ad occhio se il lavoro è stato svolto in maniera conforme. Dall’altro lato, se ho bisogno di un software gestionale creato ad hoc, potrei accorgermi dopo mesi che ci sono diversi errori negli algoritmi e in quel caso potrebbe essere molto difficile ricontattare l’autore del software per effettuare correzioni. Per questo motivo alcuni committenti specificano già nei loro annunci che non vogliono offerte da India o Pakistan.
I siti chiedono una percentuale intorno al 10 % del compenso. Alcuni hanno anche un piccolo canone mensile a partire da 10 dollari.
Il lavoro può essere a prezzo fisso o a costo orario. Nel caso del lavoro a prezzo fisso, di solito il freelance chiede un anticipo all’inizio del lavoro e poi il saldo al termine. Per il lavoro ad ore, sia Odesk che Elance hanno dei software da installare sul proprio computer per monitorare che il freelancer stia effettivamente “producendo”. In pratica ogni volta che sto lavorando per quel cliente, faccio partire il software che cattura ad intervalli l’immagine del mio desktop e registra se sto usando poco o molto sia la tastiera che il mouse (per evitare che qualcuno lasci il software acceso e si sbrachi sul divano a guardare la tv).
Per lavorare online è fondamentale la conoscenza della lingua inglese scritta e parlata (spesso il committente vuole dare spiegazioni o chiarimenti a mezzo Skype) e saper fare qualcosa di vendibile: programmare software, disegnare con Autocad, usare After Effect per creare video e animazioni. Noi italiani su queste piattaforme siamo sotto rappresentati (forse per la scarsa conoscenza dell’inglese o per la mancanza di competenze spendibili).
Tutti i clienti avuti mi hanno pagato fino all’ultima virgola quanto pattuito. In alcuni casi, data la complessità del lavoro, ho chiesto anche un extra che mi è stato spesso riconosciuto.

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