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La storia di Daniele: “Io studente di un super-tecnico”

La storia di Daniele: “Io studente di un super-tecnico”di Silvia Pagliuca

Studente di mattina, operaio di pomeriggio.  E’ questa la vita di Daniele Mascetra, classe 1982. O per lo meno questa è stata negli ultimi sette mesi. Da quando, cioè, ha iniziato a frequentare l’Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy – Sistema Meccanica di Lanciano, una delle 62 scuole italiane specializzate nella formazione di “super tecnici”.

Non proprio degli ingegneri, ma eccellenti capi reparto, capaci di dirigere piccole squadre di operai con competenze orientate al problem solving, alla sicurezza aziendale e alla gestione della logistica. Perché, come ci spiega Raffaele Trivilino, direttore del Polo Innovazione Automotive di Lanciano, struttura che dell’Its è braccio portante, “ciò che manca in Italia è proprio questa figura intermedia di tecnici dall’elevata specializzazione, a metà tra quadri e operai”.

La scelta di diventare un professionista della meccanica non è casuale, specialmente nella Val di Sangro, area nella quale almeno una famiglia su due è impiegata nel settore.

“Volevo un percorso che mi desse una qualifica d’eccellenza spendibile in azienda, per crescere professionalmente e personalmente” – racconta Daniele, dal 2004 dipendente a tempo indeterminato alla Denso Manufacturing di San Salvo, impresa che con molte altre (tra cui Sevel, Honda, Dayco, Tecnomatic, ma anche istituzioni, Università, enti di formazione, etc..) finanzia la Fondazione che sta a capo dell’istituto.

“Rimettersi a studiare dopo un po’ di anni non è facile, ma sono convinto ne valga la pena per riuscire a coniugare sapere e saper fare, come dicono alla Denso” – continua Daniele che ad ottobre 2014 conseguirà il suo diploma da tecnico superiore per l’automazione e i sistemi meccatronici.

La connessione tra aziende, ordini professionali e territorio è indubbiamente la carta vincente di queste strutture. Un investimento duplice nel quale sia i ragazzi che le aziende scommettono sul futuro. Le une, orientando la formazione degli studenti verso i profili che saranno più richiesti sul mercato, gli altri impegnandosi al massimo con passione e professionalità.

“Oggi queste scuole speciali di tecnologia costituiscono un canale formativo parallelo ai percorsi accademici: sono equiparabili a una laurea triennale ma hanno il vantaggio di assicurare un rapporto più diretto con il mondo del lavoro” –spiega Elena Ugolini, ex sottosegretario all’istruzione durante il governo Monti nonché una delle più accese sostenitrici degli Its.

E in effetti, i primi risultati in termini di pleacement sembrano confermare le aspettative: in base alle statistiche del Miur, infatti, sui primi 825 diplomati Its di tutta Italia, gli occupati sono 470, il 57% del totale. Le cose per il settore dell’automotive sono più difficili: dal 2008 a oggi il comparto auto ha subito un crollo del 50% e secondo l’indagine del centro studi Promotor, la produzione di veicoli nei primi sei mesi dell’anno, è calata ancora rispetto al 2012, anno che di per sé già aveva fatto segnare un minimo storico.

“Per sfidare la crisi che si è abbattuta su questo settore – conclude Trivilino – non possiamo far altro che puntare su ricerca e innovazione. Dal nostro istituto due settimane fa si sono diplomati sedici ragazzi e quattro di loro hanno già trovato lavoro. Non male direi! Soprattutto, visto il periodo…”

twitter@silviapagliuca

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