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Le università ora mettono più attenzione al placement. Ecco come

Le università ora mettono più attenzione al placement. Ecco comedi Irene Consigliere

Studenti sempre più assistiti dall’Università di provenienza dopo la laurea. Anche quando decidono di andare a lavorare all’estero. Un passo strategico che ormai fanno in molti. A partire dai bocconiani. Il 24,5% dei laureati nell’ateneo milanese tra il 2012 e 2013 ha trovato lavoro all’estero già prima di laurearsi.

Un numero rilevante tanto che l’Università negli ultimi anni ha pensato di organizzare il Bocconi&Jobs a Londra e Shanghai, un career event dedicato a studenti e laureati pensato apposta per offrire l’opportunità di incontrare aziende, enti e studi professionali. A febbraio 2014 è in programma la seconda edizione a Londra e in marzo ci sarà la terza edizione a Shangai. Cinquantadue sono poi i chapters della Bocconi Alumni association.

I più grandi sono a New York, Londra e Parigi, ma è numerosa anche la comunità cinese. Mentre sono circa il 6% i ‘graduate’ della Luiss di Roma che tra il 2012 e il 2013 hanno trovato un’occupazione all’estero. Il 18,6% lavora in Belgio, il 14,2% nel Regno Unito, il 5,7% in Spagna, Germania e Stati Uniti e il 4,3% in Cina e in Francia.

In espansione anche in questo caso il numero di comunità di laureati fuori confine. Per il prossimo 27 novembre è prevista l’inaugurazione di ALL, Associazione Laureati Luiss a Bruxelles e il 28 novembre l’Università di Confindustria volerà poi a Parigi.

Molto attiva ‘abroad’ è anche la Ca’Foscari di Venezia che tra l’anno scorso e quest’anno ha mandato 400 studenti in stage fuori Italia e che dal 2012 ha iniziato ad aprire in Ca’Foscari desk in the world. I primi in Giappone e Singapore presso le Camere di commercio italiane.

Nel 2013 è stata la volta di Emirati Arabi, Francia(Parigi), Bulgaria, Sudafrica, Argentina, Australia, Canada. Un progetto che ha l’obiettivo di promuovere stage e placement all’estero e di fare da ponte tra l’Università e i suoi studenti, laureati, docenti e le aziende presenti nel Paese estero dove è presente il desk.

Tornando a Milano, sono il 3,6% gli studenti laureati al Politecnico nel 2011 che si sono recati in un’altra nazione per lavorare. Di recente l’ateneo ha organizzato l’International Job Fair, un’altra importante occasione per i giovani di trovare un’occupazione in grandi multinazionali.

Infine dalla Liuc di Castellanza(Va) fanno sapere che sono il 6% i laureati che lavorano all’estero e che sono inseriti tra industria, finanza e consulenza. Tra i Paesi più gettonati Inghilterra e Francia, ma non mancano Cina, Australia, Usa, Singapore, Brasile e per quanto riguarda gli stage anche Qatar, Emirati Arabi e Azerbaijan.

“Abbiamo riscontrato negli ultimi 4 o 5 anni un trend di crescita del numero di studenti che ci manifestano la loro volontà di fare un’esperienza di lavoro all’estero, per aggiungere un plus al loro curriculum. Chi parte in genere non lo fa dopo laurea, ma almeno a seguito di un’esperienza in Italia, tipicamente in una multinazionale” spiega Luigi Rondanini, responsabile placement della Liuc.

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