Garanzia giovani in tirocinio

Garanzia giovani in tirocinio.  SIMONA  D’ALESSIO (Italia Oggi)


«Punta di diamante»  di  Garanzia  giovani (il piano  d’origine europea  per strappare dalla disoccupazione gli under29, partito nel  2015) sono i tirocini extra-curriculari: sui 720.032 interventi  di politiche attive erogati, nel  nostro Paese, la percentuale è  del 58,3%, a seguire (col 24,4%)  ci sono gli incentivi al lavoro.  Ma non si è trattato di esperienze infruttuose, giacché aver  terminato il percorso (ed il 57%  è qualitativamente di fascia  medio-alta) «ha incrementato le probabilità marginali di  trovare un impiego di oltre il  100%, entro i 2-3 mesi successivi», facendo sì che, «a 18 mesi  dalla presa in carico, il 53,4%»  si è inserito nel mercato (percentuale che, in caso contrario,  sarebbe del 43,9%).

È l’Anpal  (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) a tirar  le somme, con dati aggiornati  alla fi ne del 2018, sugli esiti  di Garanzia giovani in Italia,  rammentando come, a fronte  di uno stanziamento iniziale di  1,5 miliardi di euro, le iniziative per aiutare le «nuove leve»  abbiano globalmente ottenuto  «nel 2017 finanziamenti comunitari addizionali per circa 903  milioni» e, poi, con un orizzonte  temporale allargato al 2020, la  totale dotazione (comprensiva  delle risorse della prima e della  seconda fase), sia giunta a toccare la soglia di 2,8 miliardi.  Nel  rapporto  presentato  stamani, nella sede del Cnel, a  Roma, dai vertici dell’Agenzia  (il presidente Domenico Parisi  ed il direttore generale Salvatore Pirrone), e che ItaliaOggi ha potuto leggere in anteprima,  si evidenzia come al 30 settembre 2018 risultano registrati al  programma di matrice Ue oltre un milione e 390.000 «Neet»  (l’acronimo che definisce i ragazzi senza un impiego e non  impegnati in iter formativi),  al netto di cancellazioni d’ufficio, di cui più di un milione e  76.000 «presi in carico» (l’indice  è del 77,5%), nel 55,2% dei casi  hanno tra i 19 e i 24 anni, il  34,7% è costituito da over25,  il restante 10,1% ha fi no a 18  anni; il 57,5% ha conseguito un  titolo di scuola secondaria superiore, il 23,7% uno inferiore  e il 18,8% ha un livello di istruzione terziaria. Il tirocinio extra-curriculare,  «passepartout» non trascurabile  per  la  conquista  di  un  posto di lavoro, è sì la misura  prevalentemente  erogata, tuttavia (com’è possibile  osservare  dal  grafico  nella  pagina) la sua distribuzione  è  geograficamente  disomogenea,  poiché  nelle  regioni  centrali e meridionali assorbe più del 60% delle politiche  attive, quota, però, in decremento nel Settentrione, dove,  soprattutto nel Nord-Ovest,  più gettonati sono gli incentivi  all’occupazione  (35,1%  su una media nazionale del  24,4%).  La  preparazione  si  rivela arma vincente: il tasso  d’inserimento occupazionale  cresce dal 42,9% di chi ha la  licenza media, al 56,8% di chi  vanta una laurea. E, tra chi  ha portato a termine un intervento di politiche attive, il  34,5% ha fi rmato un contratto a tempo indeterminato.