Loading…

CONDIVISIONE

alla base della diffusione c'è a ogni modo la caratteristica della condivisione.

THE BLOG

LETTURE

Ebook letti, consigliati, commentati.

EBOOK

PROFILO

LinkedIn è un servizio web di rete sociale.

LINKEDIN

ASCOLTA

Insomma, mi sento di dire che la lettura orale, per chi ascolta, è meglio.

AUDIOLIBRI

SOCIAL

La nascita di Twitter risale al 2006

TWITTER
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

ARTICOLI

Inizia l’avventura dei navigator nell’economia della promessa

Inizia l’avventura dei navigator nell’economia della promessa

Prima ancora di creare occupazione oggi le politiche del lavoro servono a realizzare la promessa di un lavoro. Tale promessa  può essere realizzata in tutto o in  parte, oppure solo sbandierata,  restando nel mondo dove il vecchio non muore e il nuovo non  nasce. Ad esempio quando ieri al  centro   della  sala   Santa  Cecilia   dell’auditorium di Roma il vicepremier doppio ministro del lavoro e sviluppo Luigi Di Maio ha promesso ai mille e più navigator arrivati da tutto il paese che, tra  due anni, le regioni li assumeranno al termine del loro contratto  con Anpal Servizi, ha fatto una  promessa. I fondi non ci sono, la  prossima legge di bilancio userà  le risorse eccedenti del cosiddetto «reddito di cittadinanza» per  tutt’altre necessità di stabilità finanziaria imposte al governo. In  un paese dove le politiche del lavoro sono una materia contesa  tra Stato e regioni i 2.890 navigator selezionati, ma non assunti  per concorso sono precari. Lo ha  confermato l’assessore al lavoro  della regione Lazio Claudio  Di  Bernardino che ha definito «incomprensibili» le parole di Di Maio: «Se poi ha aggiunto il ministro ha già individuato una strada per procedere alla loro stabilizzazione, è bene che la espliciti  nell'interesse di tutti, a cominciare dai navigator, senza dimenticare che prima occorre stabilizzare  i 654 precari di Anpal servizi».  Per ora è stato creato l’ente con  un personale al 90% precario. Un  record mondiale. La lotta contro  la povertà produce nuovi precari.

 

UN PARADOSSO incredibile denunciato dai precari storici dell’Anpal che hanno scritto una lettera  ai colleghi navigator per solidarizzare e lanciare una lotta che diventerà comune con la crescita  della consapevolezza in questi ultimi. La loro protesta svela il regime della promessa e la sua reticenza.   Chi   promette   non   dice   mai tutta la verità. Anche se tutti  la conoscono e, per mille ragioni,  non la dicono. «Dopo di voi arriveranno tanti navigator» ha aggiunto Di Maio. Il «primo navigator»  così è stato definito sul palco ha  descritto il lavoro, ancora misterioso, che i nuovi precari dovranno svolgere: «Il vostro ruolo non  è dare un contratto di lavoro, ma  offrire   un’opportunità   di   lavoro», anche andando «in casa delle  persone». Questa è la migliore descrizione di cosa è un’economia  della promessa oggi.  

CON QUELLO di Cagliari e Palermo  il «kick off» di ieri è costato 900  mila euro, quasi quanto la stabilizzazione di 20 precari storici. I 3400 metri quadri della delicatissima sala dell’auditorium sono  stati proiettati in una kermesse  aziendale anni Novanta, non priva di suggestioni elettorali. Un repertorio desueto pieno di anglismi è stato usato per stimolare  uno spirito di corpo e celebrare il  ministro Di Maio, accolto tra applausi mentre le luci si alzavano  e si abbassavano come in un concerto diretto da Antonio Pappano. È stato detto che i «navigator  non vengono dallo spazio, sono  pezzi di un sistema». «Siamo una  squadra di campioni». «One mission, one voice». «Ladies and Gentlemen» «You can’t be a loser, you  must be a winner». La nostra «mission»,   la   mia   «vision».   Accade   quando i manuali di gestione delle risorse umane, letti con i testi  della cibernetica, sono accompagnati da espressioni da predicatori   evangelici.   Ad   usare   questo   mix micidiale è stato il neo-presidente Anpal Mimmo Parisi. «È stato un atto di Dio ha detto quello  che ha voluto che incontrassi Luigi Di Maio nel settembre dell’anno scorso» ha detto l’italo-americano definito da qualcuno sul palco «padre dei navigator». In realtà, la provvidenza è cieca, ma a  volte ci vede benissimo.  

Leggi tutto: Inizia l’avventura dei navigator nell’economia della promessa

Polveriera Sicilia appesi a un filo cinquemila posti

Un paio d’anni prima era stato Beppe Grillo in persona a prendere posizione sulla vertenza ex Fiat: «Il piano di Blutec per rilanciare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese — tuonò il comico genovese nel 2015 — è  un   bluff».

Sbarca oggi al ministero per lo Sviluppo economico la vertenza Almaviva

Il prossimo appuntamento, il tavolo  di crisi per Almaviva, è fissato per oggi. E fra i sindacati c’è chi prova a insinuare il sospetto che il ministro  dello   Sviluppo   economico   non   si   presenti: «Ci hanno detto che non ci  sarà, speriamo sia falso», allarga le  braccia     Maurizio     Rosso     della    Slc-Cgil. Perché per Luigi Di Maio l’emergenza lavoro in Sicilia adesso è  una grana non da poco: nella terra  del 28-0 i 1.600 posti a rischio nel  call center palermitano si sommano  a quelli dell’ex Fiat di Termini che  non vede partire ancora l’era Blutec  e a quelli dell’Eni di Gela, ma anche  a una miriade di vertenze più piccole che portano sul tavolo del capo  politico a 5 stelle i destini di oltre cinquemila siciliani.

Piange il telefono

Lavoratori ai quali i grillini hanno  fatto negli anni tante promesse. Perché quella di Almaviva è in realtà  una vertenza sia vecchia che nuova:  il call center palermitano — da anni  in crisi — rischia adesso l’esubero di  1.600 dipendenti su 2.800 per il taglio del 70 per cento dei volumi di  traffico dei due dei maggiori committenti, Wind-Tre e Tim, e ai sindacati nelle ultime ore è stata ventilata  l’ipotesi di licenziamenti basati sulle commesse (cioè destinati a colpire gli operatori che lavorano per le  due   compagnie   telefoniche   che   adesso si ritirano) anziché sull’anzianità di servizio. «Al tavolo — sbuffa  Rosso  —  noi  porteremo   invece   un   elenco   di   cinque   richieste,   anche   per evitare che un problema di questo tipo si verifichi per l’altro call  center siciliano di Almaviva, quello  di Catania: lì si parla già di deroghe  per mille dipendenti. Al primo posto della nostra lista di proposte c’è  lo stop alle delocalizzazioni». Il divieto cioè di portare all’estero — ad  esempio in Albania o in Romania — i  call center delle compagnie telefoniche italiane: una proposta che proprio il Movimento 5 Stelle, all’epoca  all’opposizione, aveva fatto confluire in un disegno di legge presentato  da Claudio Cominardi alla Camera  nel 2017. Altri tempi.

Leggi tutto: Polveriera Sicilia appesi a un filo cinquemila posti