Attenzione uscita operai

Attenzione uscita operai 

Michele Serra - LA REPUBBLICA

Mancano i carpentieri e i  saldatori, dice l’Ad di  Fincantieri. E ne mancano  migliaia. I datori di lavoro  sono una fonte  interessata, ovviamente. Ed è accaduto  che analoghe lamentazioni, in passato,  si rivelassero poco fondate, oppure  tendenziose. Ma almeno un indizio  suggerisce, questa volta, qualche  dubbio in più: lo stipendio è 1600 al  mese, rispettabile, e l’inquadramento  prevede tutele di legge che precari e  stagionali nemmeno si sognano. Un rider guadagna, in media, poco più  della metà, e non sa se il mese prossimo  ci sarà ancora lavoro: nel dubbio, è  sindacalmente docile, ben più  ricattabile di un lavoratore inquadrato.  Si può dunque azzardare che il  problema, o almeno una parte del  problema, sia il nome. Carpentiere.  Saldatore. Operaio. Lo è anche il rider,  nei fatti, ma l’aura truffaldina delle  “nuove professioni” indora la pillola e  spariglia le carte. Siamo un popolo ex  povero per il quale le parole “operaio” e  “contadino” sono diventate indigeribili.  

Anche perché, tra varie altre disgrazie,  ci fanno difetto la memoria e la cultura:  quante ne basterebbero per sapere che  la sapienza manuale è il gigante sulle  cui spalle noi italiani camminiamo da  secoli. In stretta connessione con la  sapienza intellettuale: la mano che  avvita e il cervello che la governa sono  un binomio invincibile. Ma ormai è andata così, quell’Italia lì,  laboriosa e ingegnosa, ce la siamo  giocata, e non è colpa del governo, è  colpa di tutti noi messi insieme. A  Fincantieri restano due possibilità:  indire concorsi per welders e  carpenters, sperando che l’inglese  funzioni ancora da eufemismo come  per mille altri mestieri; oppure  augurarsi che il muro contro i migranti  sia un colabrodo, e il fabbisogno di  migliaia di saldatori e carpentieri (e  viticultori, allevatori, trasportatori,  badanti, spazzini, infermieri, eccetera)  possa trovare soddisfazione.