LAVORO

Biologi alimentari: il lavoro che c’è

 di Giulia Cimpanelli

Auto-promozione, networking, self-marketing. Caratteristiche ormai fondamentali nel mondo del lavoro. Anche in settori in cui pare impensabile. Quello della sicurezza alimentare, per esempio. In cui il lavoro non manca. Perché muta, cambia, segue i trend.

“Che i giovani spesso non sono in grado di “vedere” – commenta  Luciano O. Atzori, segretario dell’Ordine Nazionale dei Biologi – e continuano a seguire ambiti “saturi”, in cui non c’è più posto. Perché concentrarsi sulle briciole quando ci sono torte ancora intere?”.

Perché quello della sicurezza alimentare è un settore che si apre a diverse strade. E che interessa diverse figure, dai biologi ai veterinari, dai tecnologi alimentari agli agronomi, passando per i chimici e addirittura i legali.

Un ambito, dunque, in controtendenza. Ma da cosa deriva questa abbondanza di offerta? “I nuovi trend del settore food tra cui lo sviluppo di catering, happy hour, cibi pronti e quarta gamma; ma anche la normativa sempre più restrittiva, che impone alle aziende sempre più controlli”.

Un settore in cui il lavoro c’è, soprattutto per i “freelance”, molto richiesti come consulenti esterni. Come trovare opportunità e come proporsi?

“Ai giovani consiglio: aprite un sito, web personele, ricco di parole chiave, per farsi trovare online sulla base delle proprie competenze; – prosegue Atzori – ricordate le figure chiave per un’azienda, il commercialista per esempio, e stringete rapporti con loro proponendovi. Infine candidatevi direttamente alle aziende del settore, troverete di certo qualcuna che ha bisogno di consulenti”.

Perché le opportunità si stanno moltiplicando a tal punto da essere colte addirittura da specialisti di altri settori: “Gli studi legali, per esempio, si stanno prendendo in carico ambiti come quello del controllo dei claims, i messaggi promozionali sulla salute alimentare che rischiano di essere ingannevoli e di portare alle aziende pesanti sanzioni”.

Consulenze sono fondamentali anche per l’etichettatura dei prodotti, costretta a rispondere a normative sempre più restringenti, così come le procedure per l’esportazione o il shelf-life, lo studio di tecniche per allungare la vita del prodotto sugli scaffali e la progettazione e il controllo dei MOCA, materiali e oggetti a contatto con gli alimenti e degli imballaggi a norma di legge.

Un esempio pratico di nuove sfide per consulenti del settore? “Ho appena concluso una consulenza a un panificio che voleva implementare la certificazione per vendere ai negozi della grande distribuzione. – conclude Atzori – Richieste di questo tipo sono all’ordine del giorno. Più controlli, per noi, significano più lavoro!”.

twitter@GiuliaCimpa

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