LAVORO

La reputazione online conta più del costo del lavoro

di Ivana Pais e Alessandro Gandini

Con un mercato del lavoro sempre più bloccato, sono numerosi i giovani (e non solo) che cercano nuove opportunità all’estero. Per farlo, non sempre è necessario il trasferimento. Stanno aumentando le piattaforme che favoriscono l’incontro tra committenti e freelance che svolgono lavoro digitale.

Le piattaforme Elance e oDesk, dopo la recente fusione, registrano complessivamente più di 2 milioni di committenti e 8 milioni di freelance e nel 2013 hanno intermediato lavoro per un valore di 750 milioni di dollari.

Limitando l’analisi a Elance, ai primi posti tra i committenti ci sono Stati Uniti, Regno Unito e Canada; tra i freelance sempre Stati Uniti, seguiti da India, Filippine e Pakistan. L’Italia è in 19° posizione.

Le aziende italiane hanno commissionato 18mila lavori per un valore di quasi 19 milioni di dollari, a un costo orario medio di 17 euro; i freelance iscritti alla piattaforma sono quasi 22mila e hanno guadagnato complessivamente 3,7 milioni di dollari, con una retribuzione media di 22 euro l’ora. Le nostre aziende cercano attività prevalentemente nel settore IT, mentre l’offerta di freelance è concentrata in ambito creativo, ma si possono trovare anche lavori amministrativi, traduzioni ecc.

Abbiamo fatto un approfondimento sulle aziende più attive in Italia nel settore design e multimedia. I committenti italiani si affidano a freelance provenienti da India, Argentina, Stati Uniti. I freelance italiani sono solo in sesta posizione, nonostante la loro riconosciuta competenza in questo settore.

Perché le aziende cercano freelance dall’altra parte del mondo? Ci si potrebbe aspettare una scelta dettata da ragioni economiche. Invece, per buona parte delle transazioni, il costo medio orario dei freelance nei paesi selezionati è più alto che in Italia. L’unica eccezione è l’India, dove i freelance che operano in questo settore guadagnano in media 14 dollari, mentre in Argentina si sale a 24$ e negli Stati Uniti si raggiungono i 32$, rispetto a una media di 23$ dei freelance italiani.

La differenza tra i freelance italiani e stranieri sta nel livello di reputazione, basato sulla valutazione ottenuta dai committenti precedenti. La valutazione media dei freelance italiani è 3,8, mentre per l’India 4,9, l’Argentina 5,3 e gli Stati Uniti 4,2.

Se si vogliono analizzare le dinamiche del lavoro digitale è bene dunque partire da qui: come funziona il sistema di reputazione? Quanto sono informati i freelance sull’algoritmo da cui dipende la loro competitività sulla piattaforma?

Twitter: @ivanapais

 

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