LAVORO

“Al lavoro più donne e anziani”, i numeri (rivisti) della disoccupazione

“Al lavoro più donne e anziani”, i numeri (rivisti) della disoccupazionedi Fabio Savelli

Nella fenomenologia della Grande Crisi  - dice la Banca Centrale europea – bisogna tenere in  gran considerazione il termine «partecipazione». Secondo l’Eurotower bisogna legarla a doppio filo alla crescita del tasso di disoccupazione nell’area Euro, ora al 12,2% rispetto al 7,7% del settembre 2008.

Scrive l’istituto di Francoforte nel bollettino mensile di novembre  che la crescita della disoccupazione deriva anche dall’aumento del tasso di partecipazione al mercato del lavoro. Come dire: i disoccupati crescono perché aumenta la percentuale di coloro i quali sono effettivamente alla ricerca di un’occupazione.

Ragioni? Le riforme pensionistiche varate in più Paesi hanno portato un aumento della partecipazione dei lavoratori anziani, che prima confluivano tra chi era in quiescenza. L’aumento dei livelli di istruzione femminile  ha incrementato la richiesta di posti di lavoro da parte delle donne.

Soprattutto – rileva la Bce – la crescita dei consumi ha portato a inevitabili aggiustamenti reddituali in alcuni Paesi dell’Euro (con l’eccezione di Portogallo e Irlanda) con il corollario di dover cercare un lavoro per sostenere le esigenze familiari.

Di più: negli Usa tutto questo non sarebbe successo, anzi sarebbero cresciuti gli inoccupati non calcolati nella tradizionale dicotomia tra disoccupati e occupati alla base della stima del tasso dei senza lavoro. Così il miracolo Usa andrebbe riconsiderato e il disagio Ue in parte attenuato.  Magra consolazione?

twitter@FabioSavelli

Read more http://nuvola.corriere.it/2013/11/18/7162/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=7162