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LIBRI

La fisica del diavolo di Jim Al-Khalili

Non c’è bisogno di conoscenze scientifiche per capire tutti i paradossi percepiti.

I paradossi si presentano in ogni forma e colore. Alcuni sono tradizionali contraddizioni logiche, in cui c’è poco da indagare, mentre altri sono solo la punta di iceberg che rappresentano intere discipline scientifiche. Molti si possono risolvere con un’attenta considerazione delle ipotesi su cui sono basati, che possono essere fallaci. Questi, a rigor di logica, non si dovrebbero chiamare paradossi, perché una volta risolto, un rompicapo non è più un paradosso.

Un vero paradosso è un’affermazione che porta a un ragionamento circolare e contraddittorio oppure a una situazione logicamente impossibile.

 Ma generalmente si tende a usare la parola «paradosso» in un significato più ampio, a includere quelli che io preferisco chiamare «paradossi percepiti». Per questi, esiste una via d’uscita: magari il paradosso nasconde un trucco, un gioco di prestigio che deliberatamente porta il lettore fuori strada. Una volta scoperto il trucco, la contraddizione sparisce. Un altro tipo di paradosso percepito è quello in cui la conclusione sembra assurda o perlomeno controintuitiva, fino a che risulta non essere tale dopo attenta disamina, anche se il risultato rimane in qualche modo sorprendente.

E poi abbiamo la categoria dei paradossi nella fisica, che si possono quasi tutti risolvere con un po’ di conoscenze fondamentali; su questi si concentra l’attenzione del libro.

Quindi iniziamo a dare un’occhiata a un vero paradosso logico, così che sia chiaro di cosa non parlerò. Si tratta di un’affermazione costruita in maniera tale da non aver modo di sfuggire alla contraddizione.

Prendiamo la frase seguente: «Quest’affermazione è falsa». A prima vista, immagino che le parole, una per una, risultino abbastanza sensate. Tuttavia, se si pensa al loro significato, considerando attentamente le implicazioni dell’affermazione, il paradosso logico diventa evidente. Possibile che quattro parole in fila possano farci venire il mal di testa? Se è così, mi viene da pensare che sia un mal di testa divertente (il che è forse un paradosso in se stesso), un mal di testa che ci divertiremo a infliggere ad amici e parenti.

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ELITES E POPULISMO LA DEMOCRAZIA NEL MONDO DELLA VITA di Vincenzo Costa

modelli politici ed elettorali importati  da altri paesi

Elites e populismo. La democrazia nel mondo della vita di Vincenzo Costa sostiene  una  tesi  fondamentale:  il  populismo  è  la  reazione,  malata,  a  una chiusura  delle élite  e  al blocco  della circolazione del senso tra mondo della   vita   quotidiana   e   sfera   politica. Pertanto,  il  populismo  potrà  essere superato  solo  nella  misura  in  cui  si riaprirà   la   circolazione   delle   élite, che non è solo mobilità sociale e politica  di  persone,  ma  una  circolazione attraverso cui esigenze, modi di sentire,  desideri  e  aspirazioni  del  mondo della  vita  possono giungere  a  rappresentarsi  nella  sfera pubblica  e  istituzionale.

Senza   questa   circolazione,   i   senza potere  avvertono  la  democrazia  come qualcosa  a  cui  non  hanno  accesso,  la esperiscono  come  una  possibilità  che non  può  essere  agita,  come  qualcosa che non rappresenta un’effettiva possibilità di  azione per la loro  vita e, dunque,  come  una  democrazia  inutile  o una  democrazia  degli  altri. In  questo  senso,  secondo  Costa,  il malfunzionamento  e  la  crisi  della  democrazia  non  potranno  essere  risolti attraverso una sorta  di ingegneria istituzionale,   dunque   introducendo   nel nostro paese modelli politici ed elettorali importati  da altri paesi e  da altri contesti  di  senso,  ma  dalla  riapertura dello  scambio  comunicativo  tra  mondo della  vita  e  sfera  istituzionale.

Il  populismo viene  dunque interpretato  come una  reazione  a questa  chiusura   oligarchica,   che   è   innanzitutto una  chiusura  culturale attraverso  cui  i ceti intellettuali e politici si trincerano dietro  una supposta  superiorità morale,  intellettuale  e  culturale.  Ci  troviamo di fronte a una situazione esplosiva, in cui un’élite priva di capacità di egemonia culturale e strumenti interpretativi capaci di cogliere le dinamiche del mondo  della vita  ha tuttavia  un potere immenso,  per cui  emerge una  enorme crisi   di   legittimazione  che   coinvolge non soltanto le élite ma le stesse strutture  istituzionali.

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